19 Giugno 2019
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OPITERGINA ALÈ INTERVISTA IL CENTROCAMPISTA ANTONIO STENTARDO

10-03-2019 08:00 - Società

Se vuoi essere professionale devi anche saper essere veloce. Sembra questo il motto di Antonio Stentardo. Uno che da quando è scattata la breve sessione del calciomercato invernale ha fatto tutto in fretta: la firma segnata nel contratto che lo ha legato al club del "leone biancorosso", la sua prima entrata in campo avvenuta solo una settimana dopo il suo arrivo a Oderzo e i primi preziosi interventi offerti contro il Lovispresiano. Serietà e rapidità che, hanno dato modo al classe '84 di mettere in mostra la propria importante esperienza maturata nel corso delle stagioni passate prestando servizio al Treviso, Lignano, Sacilese e Cjarlins Muzane, ma non solo. Tali qualità infatti hanno permesso al neo acquisto di diventare subito uno dei fondamentali pilastri di questa squadra aiutandolo a sostenere i compagni anche in quest'ultimo periodo non molto semplice offrendogli così l'opportunità di presentarsi nella nostra rubrica.

DOMANDA: Stentardo, appena risuonata l'ora del calciomercato di riparazione la nostra società è venuta subito a cercarla e insieme siete riusciti a trovare un accordo-lampo che, dopo quella biancoceleste del Treviso, le ha dato l'opportunità di vestire pure l'altrettanto prestigiosa divisa biancorossa dell'Opitergina. Insomma, questo accordo pare proprio essere stato un amore a prima vista. Tuttavia, prima di sposare la causa del nostro club, per caso è stata corteggiata anche da altre realtà o non ha avuto difficoltà a scegliere la nuova destinazione?

RISPOSTA: Nella sessione di mercato di dicembre sono state anche altre le società del trevigiano e non solo ad avermi contattato, ma sono stato subito sicuro della mia scelta.

DOMANDA: I suoi piedi hanno toccato per la prima volta lo storico suolo dell'Opitergium il 15 dicembre 2018, ovvero quando i suoi compagni erano sul punto di affrontare la 15ª giornata del girone di andata. Un ultimo incontro dell'anno organizzato contro il Lovispresiano che lei ha sostenuto bene lasciando subito intravvedere il suo grande talento nell'aiutare a mettere ordine in mezzo al campo e nel tenere lontani i difensori avversari. Prestazione non del tutto scontata visto il suo fresco arrivo. Cosa le è sembrato entrare a campionato in corso? Ritiene di aver fatto più fatica a comprendere i meccanismi di gioco o è riuscita a sentirsi abbastanza in fretta a suo agio?

RISPOSTA: Quando si entra in un nuovo spogliatoio la cosa fondamentale per un buon inserimento è mostrare subito professionalità e determinazione così da essere considerato importante per il gruppo. Per quanto riguarda l'aspetto tecnico-tattico non ho avuto alcun problema, quando giochi in una squadra forte risulta tutto più semplice... e io ritengo tale l’Opitergina.

DOMANDA: Lei nel Treviso ha mosso i suoi primi passi da giocatore occupandosi di tessere, con precisi passaggi, trame di gioco che potessero aiutare i colleghi a costruire letali azioni offensive. Qui invece le è stato affidato il compito di fare più il "buttafuori", cioè di sorvegliare insieme ai compagni le vie di accesso alla porta e respingere eventuali intrusi. Quale di questi due ruoli (regista e difensore centrale) le piace interpretare di più e perché?

RISPOSTA: Ho sempre fatto il centrocampista centrale nel corso degli anni ma credo che la duttilità in un giocatore sia sintomo di forza e di spessore e giocare anche da difensore centrale mi affascina sempre di più.

DOMANDA: A proposito di Treviso, anche se sono passate diverse stagioni e si è stati accolti da tante società, in genere per tutti i calciatori diventa difficile dimenticare il club che ha contribuito a lanciarli. Al riguardo immaginiamo che anche lei si ricordi del debutto in campionato con il Treviso. Squadra biancoceleste la quale, pur non ottenendo la promozione, aveva comunque terminato dignitosamente il torneo. Ora invece la formazione del capoluogo, dopo un lungo faticoso cammino, si ritrova quasi isolato all'ultimo posto del girone di Eccellenza, a un passo dalla retrocessione. Che sensazione le dà vedere il club con cui ha collaborato così in basso?

RISPOSTA: Per me Treviso è stata e rimarrà sempre importante, ho avuto la fortuna di fare un settore giovanile molto competitivo con loro e di vincere anche un campionato di Serie C. Poi purtroppo quando è andata nei dilettanti ha avuto sempre gestioni molto discutibili. Spero vivamente in futuro che le autorità di competenza e la Lega chiedano più garanzie per tutelare sia i giocatori sia l'immagine della città perché meritano rispetto.

DOMANDA: Il passato è sicuramente importante, ma adesso conta ancor di più il presente perché questa settimana verrà a trovarci il Vedelago. Un avversario, certo, posizionato nella terra di mezzo della classifica, ma che comunque non può considerarsi completamente al sicuro visto che si trova a soli 4 punti di distanza dalla zona retrocessione. Tuttavia anche voi avrete necessità di provare a ritrovare il successo per proteggere il terzo posto. All'indomani del pari rimediato a Concordia e alla vigilia di questa sfida, come si sente e come vede i compagni? Infine, dal suo punto di vista di difensore, quali sono i pericoli da cui dovrete guardarvi?

RISPOSTA: Nella partita di questa settimana dovremmo avere più determinazione e cura nei dettagli perché alla fine sono quelli che fanno la differenza, anche perché ho notato che contro di noi giocano tutti con un attitudine difensiva cercando di sfruttare solo le ripartenze quindi starà a noi cercare di trovare le giocate giuste.

DOMANDA: È vero, è ancora un po' presto, eppure più passa il tempo più diventa difficile ignorare il futuro che avanza. Alla conclusione dei giochi mancano 6 giornate, poi lei e i colleghi vi ritroverete a un bivio: dovrete cioè scegliere se rimanere o salutare. In questo senso, tenendo conto di come si è trovata finora in questo ambiente e magari anche del fatto che nella prossima stagione potrebbe vivere l'emozione di giocare un eventuale derby con il Treviso da ex, per caso ha già avuto modo di decidere se intenderà rinnovare il contratto o lanciarsi in una nuova avventura oppure preferisce aspettare la fine del campionato per prendere posizione?

RISPOSTA: Qua a Oderzo sto bene. Ora, fino alla fine, dobbiamo cercare di vincere più partite possibili, poi parlerò con la società con la massima disponibilità per cercare di fare qualcosa di importante.

Luca Antonello


Fonte: OPITERGINA ALÈ

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