23 Settembre 2020
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OPITERGINA ALÈ INTERVISTA IL CENTROCAMPISTA ENKEL GJINI

26-01-2020 08:00 - Società

Come si sa la pazienza è la virtù dei forti, una dote importante che permette di sostenere le pressioni, i vari momenti di difficoltà o le prove che si possono incontrare nella vita quotidiana oppure al lavoro e, in questo caso, nello sport. Qualità la quale ha ampiamente dimostrato di possedere Enkel Gjini. Nella passata stagione uno dei titolarissimi che ha saputo guadagnarsi con il costante impegno il posto fisso in squadra e che ora invece, a causa del sovraffollamento, si è ritrovato a osservare spesso il campo dalla panchina. E subentrare a gara in corso. Eppure, sebbene "degradato", il classe 2000 sta dimostrando di svolgere ottimamente il compito di "staffetta" mettendo in evidenza esemplare capacità di saper rispettare le scelte di Conte e i compagni impiegati in partita aspettando con serenità il proprio turno. Senso di responsabilità dato dalla sua professionalità il quale finora gli ha dato modo di continuare a correre permettendogli non solo di ricoprire oltre al consueto ruolo di centrocampista anche quello di attaccante e rispondere così presente alle chiamate del mister, ma pure di avere voce in questo nuovo capitolo della nostra rubrica.

DOMANDA: Gjini, terminata la maratona calcistica dello scorso campionato targata edizione 2018/2019 quasi tutti i membri di quella comitiva che fino all'ultimo aveva provato a rientrare nella corsa per i playoff, poi annullata a causa della netta fuga della seconda in classifica Prodeco Calcio Montello, hanno stretto la mano alla società e sono partiti. Lei, come Moretto, Battistella, Matteo Franzin e Martini invece è rimasta. Che cosa l'ha spinta a voler prolungare la collaborazione con il nostro club?

RISPOSTA: Sono rimasto qui ad Oderzo perché col Direttore (Ferrati, ndr) si è parlato di un progetto importante e guardando i nuovi acquisti che nel frattempo venivano annunciati mi sono convinto.

DOMANDA: Nella passata stagione non si è quasi mai persa un episodio di campionato risultando sotto la direzione di De Pieri prima e di Florean e Ferrati poi, uno dei più presenti in campo. Al contrario i duelli mandati in scena da questa nuova serie del torneo finora li ha visti molto spesso solo dalla panchina. A lei dunque è capitata la sorte da sempre temuta dai giocatori che militano in tutte le categorie di questo mondo. Eppure, come nei suoi colleghi che stanno condividendo lo stesso destino, non abbiamo mai notato alcun cenno di protesta. Qual è a suo avviso la risorsa che ogni volta le permette di aspettare con pazienza il proprio turno?

RISPOSTA: Sicuramente la voglia di giocare per tutti è tanta, ma bisogna essere bravi a tenere la "rabbia" dentro di se e poi metterla tutta in campo nel momento che si è chiamati ad entrare in campo dal mister ed è quello che faccio io così come fanno tutti gli altri miei compagni che giocano di meno.

DOMANDA: Come detto, finora è quasi sempre entrata in corsa a gara già inoltrata. Per curiosità, secondo lei dal punto di vista tecnico e motivazionale per un giocatore è più facile partire titolare o l'entrata a partita in corso può spronarlo a esprimere ancor di più il suo potenziale? Considerando che, per via della pressione esercitata dal pubblico, dal campo e dall'andamento della partita entrare come sostituto non sempre è facile, come si fa a trovare subito la condizione giusta quando si viene gettati improvvisamente nella mischia?

RISPOSTA: Secondo me a volte l'entrata a partita in corso può darti quella spinta in più per esprimere al meglio il proprio potenziale, pero bisogna prepararsi e concentrandosi bene prima di entrare.

DOMANDA: È vero, le sue presenze per ora sono state poche, ma belle impegnative visto che quando è stata chiamata in causa in campo, praticamente ha vissuto due vite interpretando due ruoli diversi. Nelle sfide con il Noventa infatti ha giocato a centrocampo. Mentre nell'impegno casalingo con il Cavarzano Oltrardo e in quello esterno con il Fossalta Piave è stata collocata in una posizione un po' più avanzata vestendo, di fatto, i panni dell'attaccante con il compito però di dare sostegno in fase di ripiegamento. Come si è trovata a recitare due parti tattiche così differenti?

RISPOSTA: Sotto questo punto di vista sono molto duttile, infatti tutti questi ruoli li avevo già sperimentati, per questo non ho avuto problemi.

DOMANDA: Alla fine di ogni test, dopo essere stati messi a dura prova dai colleghi rivali vi ritrovate a dover fare i conti anche con gli inviati della carta stampata che, proprio come gli insegnanti, assegnano i voti alle vostre partite. Tuttavia per il fatto che solo chi ha giocato può sapere davvero se ha dato il massimo o meno per meritarsi quella pagella si potrebbe dire che i veri e unici giudici delle proprie prestazioni siete voi stessi. Alla luce di questa considerazione si ritiene soddisfatta di quanto è riuscita a offrire finora o sente che, nonostante le poche occasioni avute, avrebbe potuto dare di più?

RISPOSTA: Sì, sono soddisfatto delle mie prestazioni, nelle occasioni che ho avuto ho dato il mio massimo.

DOMANDA: Domenica scorsa grazie a un suo proiettile "sparato" dal limite dell'area e prontamente deviato in rete da Carniello siete quasi subito riusciti a rompere il ghiaccio di una sfida che, altrimenti, avrebbe anche potuto riservare pericolose insidie riuscendo così a infliggere un altro colpo alle vostre dirette inseguitrici. Ora infatti i punti di distacco dal Treviso Academy sono 14 e quelli sulla 2ª Noventa, 12, un divario che potenzialmente potrebbe aumentare ancora. A patto però di battere il Villorba. In questa imminente sfida teme di più i gialloneri o un improvviso rilassamento dei suoi compagni viziato da un possibile eccesso di sicurezza dato dai punti accumulati in classifica?

RISPOSTA: Per noi le squadre sono tutte uguali. In questo momento noi siamo quelli da battere, mentre loro sono una buona squadra e bisogna stare attenti. Per quanto ci riguarda sono sicuro che non abbasseremo il livello di concentrazione.

Luca Antonello


Fonte: OPITERGINA ALÈ
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