27 Ottobre 2020
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OPITERGINA ALÈ INTERVISTA IL CENTROCAMPISTA FEDERICO DE PIN

09-02-2020 08:00 - Società

L'età dice che è un classe '91, in realtà ogni domenica mostra di avere molti più anni. Ogni volta che viene chiamato in causa Federico De Pin infatti in campo trova sempre il modo di farsi vedere e trasmettere, come un veterano, la sua forte personalità. Un carisma che, unito anche a una buona tecnica, permette al nostro centrocampista centrale di arrestare le avanzate avversarie intercettando molti passaggi. E, allo stesso tempo, impartire con semplici, ma ordinate e precise impostazioni la direzione offensiva da prendere. Una duttilità la quale mettendo il giocatore nelle condizioni di governare così, al pari di un esperto comandante forgiato dalle stagioni trascorse alla Liventina, al Comunale Fontanafredda e al Cordenons, la mediana in mezzo al fragore dei contrasti e alla pressione dei rivali, gli ha dato infine la possibilità di diventare uno degli indiscussi leader della squadra.

DOMANDA: De Pin, per quanto visto finora si può forse dire che lei rappresenti l'esempio più concreto di come il valore di un grande giocatore di solito non andrebbe misurato solo contando il numero di presenze collezionate in campo, ma anche e soprattutto il livello delle prestazioni offerte. Sebbene finora abbia giocato 13 volte su 20, con il suo arrivo infatti il nostro club ha finalmente trovato un leader capace di trasmettere continuamente grinta e sicurezza alla mediana. Qual è la virtù caratteriale o tecnica che la aiuta a trascinare sempre i compagni?

RISPOSTA: Sicuramente la voglia di non mollare mai, di vincere qualsiasi sfida. Odio perdere e cerco sempre di fare il massimo perché ciò non accada, sia in partita sia in allenamento. Da questo punto di vista sono fortunato perché mi trovo in una squadra con tanti ragazzi che hanno questo tipo di mentalità. Siamo un gruppo unito, dedito al lavoro e pronto a fare sacrifici dentro e fuori dal campo per ottenere i risultati.

DOMANDA: A proposito di pregi, avere determinazione, pazienza e costanza sono doti fondamentali soprattutto se si tiene conto del suo compito. Quando scende sul terreno di gioco, per via del ruolo che ricopre, una volta accomodatasi davanti alla difesa infatti si ritrova sempre a dover spezzare le trame avversarie, ricucire il nostro gioco recuperando palla e contribuire a tessere nuove manovre. A suo avviso è più semplice rompere o costruire le azioni?

RISPOSTA: Dipende dalle caratteristiche del giocatore, ognuno è portato ad avere delle doti, delle attitudini per un determinato compito, l'importante è metterle a disposizione del gruppo con intelligenza. Se andiamo ad analizzare le caratteristiche della nostra squadra, sicuramente possiamo dire che non siamo quelli con più qualità tecniche, i più "bellini". Noi badiamo alla sostanza. Siamo una squadra organizzata, quadrata dove tutti sanno cosa devono fare e dove tutti sono importanti.

DOMANDA: Da quando è partito il campionato la squadra ha viaggiato veloce come una Freccia biancorossa rallentando un po' solo in 5 occasioni. In tal caso c'è una frenata che in particolare, per come è arrivata, le ha fatto venir voglia di mangiarsi gli scarpini e che crede potesse essere evitabile?

RISPOSTA: Risultati alla mano, sinceramente quella frenata (Treviso) l'abbiamo percepita più che altro come uno stimolo ad accelerare ancora di più. Un incidente di percorso. Abbiamo sbandato, ma siamo rientrati subito in carreggiata.

DOMANDA: Sempre rimanendo in tema, domenica scorsa il Vedelago ha compiuto una mezza impresa visto che è stato capace non solo di fermarvi sul pareggio, ma anche di lasciarvi a secco di gol. Tra poco però avrete l'occasione di recuperare subito punti cercando di battere un'Ambrosiana Trebaseleghe tuttavia carica di fiducia per essere appena riuscita a piegare il Noventa. Si sente preoccupato per il timore che possa spuntar fuori un'altra spiacevole sorpresa o percepisce intorno a lei la sicurezza di un gruppo non appagato, ma ancora determinato?

RISPOSTA: Veniamo da un buon punto contro il Vedelago, secondo me. Giocare un'ora in 10 non è facile. La squadra ha dimostrato ancora una volta di avere carattere. Siamo riusciti a tenere bene il campo e ad essere sempre aggressivi, concedendo un solo tiro in porta all'avversario.
Domenica con l'Ambrosiana ci aspetta un'altra gara tosta, contro una squadra che ha delle buone individualità e ovviamente verrà qua per provare a farci lo sgambetto. Non possiamo permetterci di abbassare le antenne. Dovremo essere pazienti e saper soffrire quando ce ne sarà bisogno se vogliamo portare a casa punti.

DOMANDA: D'accordo, manca ancora l'aritmetica certezza eppure, pur avendo appena concesso un pari, oltre ad aver aumentato il solco di punti tra voi, il Treviso Academy, il Fontanelle e il Noventa siete riusciti a mantenervi a 11 punti di distanza dal Città di Caorle La Salute e ormai non manca più moltissimo per terminare il campionato. Dunque, toccando ferro, proviamo ad azzardare questa previsione. Lei ha già avuto l'onore di vincere un torneo conquistando con Conte al suo primo anno nella Liventina una promozione. Crede che, come diceva Giambattista Vico, la storia per lei possa ripetersi?

RISPOSTA: Questo è il quinto anno assieme a mister Conte. Insieme ci siamo tolti delle belle soddisfazioni vincendo a Cordenons e a Motta. Ovviamente mi auguro che la storia possa ripetersi. Per adesso non abbiamo ancora fatto niente. Ci siamo solo creati un piccolo vantaggio. Dobbiamo continuare a lavorare e dare sempre il massimo in campo, aiutandoci l'uno con l'altro se vogliamo veramente fare qualcosa di davvero importante per questa società.

Luca Antonello


Fonte: OPITERGINA ALÈ
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