27 Ottobre 2020
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OPITERGINA ALÈ INTERVISTA IL CENTROCAMPISTA GIANLUCA DELPAPA

24-02-2019 08:00 - Società

Svolge la mansione forse più umile che esista nel mondo del calcio, quella del centrocampista, tuttavia Gianluca Delpapa sa bene quanto importante sia in realtà il suo compito. Il lavoro che svolge in mezzo al campo, proprio come quello di un comune operaio, non sempre si riesce a notare eppure ogni volta si rivela assai prezioso se non a volte fondamentale. Sfruttando la grande velocità esercitata per effettuare il maggior numero di interventi in fase di interdizione il mediano giunto dal Portomansuè infatti, dopo un periodo di ambientamento, si sta rivelando un efficace ruba-palloni dimostrando di essere in chiara fase di crescita proprio in questa fase decisiva di campionato. A questa capacità il classe '93 dimostra inoltre di possedere una buona propensione a partecipare alla costruzione del gioco e un certo coraggio nell'accompagnare l'azione offensiva dei compagni. Due virtù che, dopo avergli dato l'occasione di mettersi in mostra, potrebbero permettergli di sostenere e rifornire l'intera squadra anche questo fine settimana.

DOMANDA: Terminata la stagione 2017/2018 lei ha riposto la divisa biancoverde del Portomansuè per indossare il completo biancorosso dell'Opitergina. Uno scambio di maglie (e quindi di squadre) che, pur portando un po' di novità, ai sostenitori è apparso uno dei tanti arrivi di mercato da scoprire mentre per i giocatori come lei approdare in una nuova società non sempre è così scontato e semplice. Tuttavia al suo ingresso nel nostro club ha avuto la sorpresa di poter ritrovare alcuni colleghi come Gjini, Sakajeva, e poi Pederiva, con cui ha giocato insieme proprio a Mansuè. Vedere ancora questi compagni l'ha aiutata a prendere meglio e più in fretta confidenza con il nuovo ambiente o ha avuto lo stesso difficoltà a integrarsi?

RISPOSTA: Certo cambiare società e di conseguenza ambiente non è mai facile, sicuramente i miei vecchi compagni hanno aiutato molto però è stato bello integrarsi in una società sana e professionale come l'Opitergina anche perché oltre a Saka, Ginij e Pede conoscevo già molti altri ragazzi.

DOMANDA: Lei è un centrocampista, ovvero ricopre un ruolo che per tradizione impone a chi lo interpreta di mantenere sempre la concentrazione alta e i riflessi pronti per intercettare i passaggi avversari e alimentare così la circolazione di palla dei compagni. Nonostante ciò il calcio moderno sembra aver messo in discussione pure questa figura sportiva visto che al giorno d'oggi al mediano viene chiesto non solo di rifornire il centrocampo ma anche di farsi vedere in avanti con gli inserimenti per rendere più efficace la manovra offensiva. Tenendo conto delle sue prestazioni le dà più soddisfazione recuperare e offrire nuove possibilità ai colleghi o preferisce spingersi in avanti per sostenere l'attacco?

RISPOSTA: Si, è vero ormai nel calcio di oggi bisogna interpretare in più modi ogni ruolo, diciamo che per caratteristiche io cerco di essere sempre nel vivo dell'azione per provare a creare gioco per i miei compagni ma cerco sempre di mettermi a disposizione in tutte e due le fasi, logicamente.

DOMANDA: Di solito sono i giornalisti a esprimere pagelle e pareri sulle prestazioni dei giocatori ma questa volta, tanto per cambiare, giochiamo un po' provando a modificare il suo ruolo. Se lei fosse un cronista, confrontando la passata stagione con quella che sta disputando, che voto si darebbe e quale motivazione avanzerebbe per comprovare il proprio giudizio?

RISPOSTA: Sinceramente non mi piace darmi dei voti, lascio giudicare agli altri. Le pagelle dei giornali lasciano, a mio avviso, il tempo che trovano. Sono due annate completamente differenti ed è difficile compararle. L'anno scorso è stato un'enorme soddisfazione per la vittoria del campionato, quest'anno purtroppo non siamo riusciti ad avere la giusta continuità ma questa squadra ha delle grandi qualità e le metteremo in mostra fino alla fine.

DOMANDA: Nello sterminato paese del pallone, anche trovandosi al livello più alto o più basso della scala gerarchica delle categorie e occupando qualsiasi tipo di ruolo, nessuno può sentirsi davvero sicuro. L'ennesimo esempio concreto è stato mostrato quattro giornate fa quando il coach De Pieri ha dovuto lasciare il posto ai due sostituti Ferrati e Florean. Si aspettava un simile cambio di panchina? Nello specifico, come le sembra il nuovo tandem di tecnici sempre dal punto di vista professionale, ma anche umano, che sensazione le dà essere allenato da un compagno come Florean?

RISPOSTA: Il calcio è fatto di queste cose. Gli allenatori vanno e vengono come anche i giocatori. Lauro è stato uno dei miei primi compagni a livello di prima squadra ed è sempre stato pronto ad aiutare i più giovani con i suoi consigli, trovarlo adesso come allenatore è una logica conseguenza della sua personalità e del suo "sapere di calcio", non so se già dall'anno prossimo ma sicuramente diventerà un ottimo allenatore.

DOMANDA: Sebbene al costo di dover salutare mister De Pieri, nell'incrocio con il "fanalino di coda" Cornuda Crocetta eravate riusciti a trovare le indicazioni giuste per riprendere a inseguire il Prodeco Montello e i playoff, impressione confermata dal successo ottenuto a Caorle. Però poi, è arrivata un'altra brusca frenata contro il Conegliano e un'accelerata con il Fossalta Piave che hanno confermato l'incostante andatura della squadra. Uno stato non semplice da comprendere dall'esterno. Lei che ha la possibilità di vedere quello che succede in campo e negli spogliatoi, quale motivazione ipotizza per spiegare questo percorso altalenante?

RISPOSTA: È difficile da spiegare, sicuramente sotto il punto di vista mentale qualche volta non siamo stati bravi però c'è da dire che se andiamo a guardare i nostri punti non è proprio una situazione disastrosa. Chiaro che se guardiamo davanti c'è un abisso. Sicuramente abbiamo lasciato per strada qualche punto di troppo ma le due là davanti stanno facendo qualcosa di straordinario.

DOMANDA: Da Fossalta a Oderzo il passo è breve per spostarci all'ultima domanda. Tra non molto affronterete il Fontanelle, una squadra che nella passata stagione è stata a lungo in cima al girone ma che ora si ritrova a lottare per non retrocedere. Dunque un incontro all'apparenza comodo. Tuttavia il campionato finora ha dimostrato che quando siete stati chiamati a confrontarvi con le "piccole" avete quasi sempre trovato difficoltà. Che partita si aspetta di giocare? Pensa che il fatto di sapere che i playoff al momento siano fuori dalla vostra portata vi possa aiutare a sostenere con più serenità il duello o crede che il desiderio di voler provare lo stesso ad avvicinarvi alla zona degli spareggi-promozione possa comunque infondervi particolare carica e stimoli?

RISPOSTA: Sembra una frase fatta ma non esistono partite facili e quest'anno ne è la conferma. Secondo me come ci dice spesso Lauro dobbiamo guardare quello che dobbiamo fare e cercare di esprimere al massimo le nostre qualità. Dal mio punto di vista stiamo crescendo molto e domenica abbiamo la possibilità di dimostrarlo prima di tutto a noi stessi.

Luca Antonello


Fonte: OPITERGINA ALÈ
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