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OPITERGINA ALÈ INTERVISTA L'ATTACCANTE ALESSANDRO CATTELAN

11-02-2018 08:00 - Società

15 novembre 2017. Opitergina-Campigo. Trofeo Promozione. 10' minuto. Al termine di un ruvido contrasto avvenuto durante la prima frazione Cattelan cade bruscamente a terra. Passano alcuni secondi. Il tempo, riempitosi del fiato sospeso dei biancorossi si ferma prima di ripartire con l'immagine del nostro attaccante che zoppicando leggermente si dirige verso gli spogliatoi. Di fatto è l'inizio di un calvario che prima vedrà il n. 9 regalare un piccolo miracolo rientrando in campo contro il Vedelago grazie alla sola forza del carattere e poi costringerà lo stesso "cecchino" a separarsi definitivamente dai compagni in campo. Ora, a 3 mesi da quell'infortunio abbiamo "agganciato" un "Cate" il quale, sebbene adesso spettatore, non si è tirato indietro nell'offrire alcuni suoi pareri.

DOMANDA: Cattelan, partendo da quello sciagurato 15 novembre immaginiamo di prendere la macchina del tempo e andare a un anno fa quando Lei, insieme a Poles, con le 16 reti impreziosite da 6 gol decisivi e 3 doppiette in 28 presenze stava per far accedere i compagni nell'area playoff. Adesso invece torniamo in questa stagione adornata da 6 centri. Tenendo conto che a differenza di quelle numerose ma non ancora decisive marcature queste reti, seppur esigue, potrebbero rivelarsi lo stesso davvero "pesanti" qual è il Cattelan che la rende più soddisfatta? Quello di ieri o di oggi?

RISPOSTA: Sono soddisfatto delle cose fatte lo scorso anno. Diciamo che in questa stagione volevo migliorare per me e per la squadra e ci stavo per il momento riuscendo, visto che con la coppa Veneto ero già a 10 gol, ma visto l'infortunio ho dovuto fermarmi. Sono soddisfatto dell'anno scorso, ma quest'anno potevo far meglio, ne sono sicuro.

DOMANDA: Sempre rimanendo sul "pezzo" se il ginocchio non l'avesse tradita, considerando lo stato di forma che stava attraversando prima dell'infortunio, è convinta che sarebbe ancora riuscita a muovere la rete o crede che avrebbe un po' risentito del leggero calo accusato dalla squadra in questo inizio di girone di ritorno?

RISPOSTA: No. Mi sono fatto male in un momento che stavo veramente bene. Avrei sicuramente contribuito ad aiutare la squadra con i miei gol.

DOMANDA: A proposito di gruppo, sembra solo ieri in realtà sono già passati quasi due campionati da quando Lei è entrata nella grande famiglia sportiva dell'Opitergina. A 11 mesi dalla prima intervista concessaci, la sua visione dell'ambiente in generale è rimasta la stessa o per caso ha notato degli aspetti che gliel'hanno fatta cambiare?

RISPOSTA: L'ambiente Opitergina è un ottimo ambiente, sereno, "pulito" e dove si lavora sempre bene. Si può sempre migliorare e cercheremo di farlo assieme.

DOMANDA: In principio era Poles che muovendosi al suo fianco o appena dietro, con assist telecomandati, costruiva quei corridoi che vi portavano davanti alla porta. Poi è arrivato De Souza il quale, pur tendendo a saltare maggiormente l'uomo e a "nascondersi" in mediana, è comunque riuscito a regalare un paio di spunti vincenti. Personalmente, con quale fantasista pensa di essersi divertito di più finora? Se avesse la possibilità, chiederebbe di giocare con uno dei due in particolare o li ritiene entrambi valide "spalle"? E perché?

RISPOSTA: Sono entrambi dei buonissimi giocatori. Come Poles in queste categorie c'è ne sono pochi, quindi difficile avvicinarsi alla sua qualità. Se potessi li vorrei entrambi con me, hanno il giusto mix per metterti nelle migliori condizioni di segnare.

DOMANDA: Confrontando prima le doti in possesso dei colleghi opitergini con cui ha collaborato in precedenza e poi le specifiche caratteristiche tecniche di tutti i nuovi compagni finora arrivati, che idea si è fatta della qualità raggiunta da questa rosa? Guardando alle prestazioni offerte e al futuro, crede che questa volta il suo club possa finalmente raggiungere l'obiettivo playoff?

RISPOSTA: Credo che lo scorso anno fosse una buona squadra. Quest'anno sicuramente siamo migliorati e credo che riusciremo a giocarci i playoff fino in fondo, senza dimenticare la coppa Veneto.

DOMANDA: Allontaniamoci dall'Opitergina per soffermarci un attimo su un'altra realtà sportiva vicina in cui Lei ha vissuto un'avventura che, seppur breve, Le ha donato ugualmente un importante esperienza formativa: il Treviso. I biancocelesti sembrava fossero di nuovo destinati a defilarsi nell'anonimato della classifica, invece ecco l'improvviso rilancio. Conoscendo un po' il club, come si spiega un simile repentino cambio di marcia?

RISPOSTA: Il Treviso è la squadra favorita alla vittoria del campionato però Treviso è una piazza difficile, non sempre si riesce ad esprimere il miglior calcio. Ora sembra abbiano trovato una quadratura importante, sarà difficile si fermino ancora.

DOMANDA: Concludiamo tornando all'ospite d'onore, ossia Lei. Ora purtroppo è ancora costretta a rimanere ferma ai "box" ma, in vista di quando tornerà fisicamente al 100%, per caso ha già avuto lo stesso modo di pensare al proprio futuro? Pensa di poter rassicurare i tifosi riguardo a una sua eventuale permanenza nell'Opitergina o è tentata dal voler provare una nuova esperienza?

RISPOSTA: Sono il capitano dell'Opitergina e sono legato a questi colori e a questa squadra. In più la società nei miei confronti è sempre stata eccellente e mi ha fatto sempre sentire a casa. A meno che la società stessa non voglia separarsi da me, sono certo e sicuro che vorrò essere il capitano dell'Opitergina anche il prossimo anno.

Luca Antonello


Fonte: OPITERGINA ALÈ
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