26 Ottobre 2020
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OPITERGINA ALÈ INTERVISTA L'ATTACCANTE FATMIR SAKAJEVA

21-10-2018 08:00 - Società

A vederlo lontano dai riflettori, dimostrando con quella faccia e quel sorriso di essere un bravo ragazzo, trasmette assicurazione e magari anche il desiderio di intrattenersi a scambiare qualche amichevole parola. Eppure ogni volta che scende in campo riesce sempre a mettere in mostra anche quell'eleganza e quella freddezza tipica del miglior James Bond assumendo così l'identità di un vero killer d'attacco capace di seminare il terrore nelle difese rivali. Sono questi i due pregi principali di Fatmir Sakajeva. Esterno offensivo classe 1996 originario dell'Albania. Il quale, dopo essersi scoperto goleador recandosi prima in Friuli e poi in Veneto, si sta ora continuando a consacrare aiutando a trasformare piano piano in realtà i sogni dell'Opitergina. Un merito, che sta ottenendo grazie ai suoi movimenti "alla Suso" e al sostegno dei compagni, per il quale non poteva non entrare di diritto nelle pagine della nostra rubrica.

DOMANDA: L'entrata in quell'anticamera che conduce al salotto buono del calcio chiamata Lega Pro avvenuta con il Pordenone. Poi la fugace apparizione in serie D con la Sacilese prima di tornare dai "ramarri" e in seguito spostarsi a Treviso e Mansuè. Insomma, la sua è stata una carriera molto movimentata che sembrava aver trovato un punto fermo proprio quando si è convinta a unirsi alla squadra di mister Lombardi. Invece, alla fine, ha arricchito ancora il suo curriculum scegliendo di indossare un'altra "camisa" illustre come quella biancorossa. Cosa l'ha spinta ad abbandonare la sicurezza di un gruppo collaudato e a decidere di seguire un'Opitergina competitiva, ma rimaneggiata?

RISPOSTA: Diciamo che in questi anni ho cambiato un po' di squadre perché personalmente mi piacciono le nuove sfide, mettermi in gioco e fare qualcosa di importante con nuove squadre. L'anno scorso ho avuto la fortuna di vincere il campionato a Mansuè, quindi ho scelto di venire a Oderzo perché è una piazza che merita sicuramente altre categorie, poi, dopo aver parlato con la società e il mister, ho riscontrato l'ambizione di fare qualcosa di molto importante quest'anno...

DOMANDA: All'inizio del suo viaggio sportivo i gol hanno tardato a farsi vedere, ma ora ha trovato il modo di rifarsi dell'attesa. Nella scorsa stagione infatti sono state ben 16 le reti centrate mentre adesso è già arrivata a 5 e sono passate solo 6 giornate. Tutto senza dimenticare pure i 4 segni lasciati in Coppa. Nel raggiungere questi importanti risultati personali, la sta aiutando di più l'opportunità di riuscire a far valere le sue caratteristiche partendo sull'esterno per poi accentrarsi o di più il supporto offerto dal gioco veloce dell'intera squadra?

RISPOSTA: Effettivamente sono già arrivato a 5 gol in 6 partite di campionato, l'anno scorso ne ho fatti 16, quindi quest'anno spero di aumentare la cifra, diciamo che mi piace molto accentrarmi per poi scegliere se tirare o fare un'altra giocata, però i gol arrivano grazie alla squadra, tutti assieme ci aiutiamo nei momenti più difficili... a noi attaccanti la squadra ci dà una gran aiuto, ormai ci conosciamo abbastanza bene e i compagni sanno come aiutarci per farci andare a rete.

DOMANDA: Come detto finora è riuscita ad accumulare un tesoretto di gol che in campo sta aiutando molto lei stessa e il resto del gruppo. Tuttavia questo parziale risultato è stato reso possibile pure da colleghi che adesso stanno pensando e si stanno muovendo con la sincronia di un sol giocatore. Avrebbe mai sospettato di riuscire a raggiungere così presto in campionato una simile posizione in classifica e anche di poterla condividere con compagni che sanno pure parlare la sua stessa lingua calcistica? In particolare quale ritiene possa essere il segreto che vi sta aiutando a sviluppare un'intesa così produttiva?

RISPOSTA: Ripeto. In questa squadra siamo 20 giocatori titolari, siamo tutti allo stesso livello, abbiamo giocatori che hanno giocato anche in categorie superiori e che danno una gran mano alla squadra con l'esperienza e ci aiutano a migliorare... la posizione che abbiamo va benissimo, ma so che questa squadra può e deve fare ancora di più... però dobbiamo ancora migliorare in alcuni particolari.

DOMANDA: Certo, l'intesa tra compagni è molto importante per guadagnare posizioni come quella che state occupando adesso. Nonostante ciò se alla base non c'è una buona guida tecnica il gioco difficilmente gira per il verso giusto. Lei prima ha avuto validi allenatori come Ottoni e Lombardi e ora è allenata da De Pieri. Un mister cioè capace, con il Fontanelle, di sfiorare subito al primo anno di Promozione il salto di categoria. Qual è il suo rapporto con questo nuovo tecnico? E, in generale, come lo giudica?

RISPOSTA: Si sono stato allenato da bravi allenatori come Lombardi che mi ha fatto crescere molto come giocatore e persona e per questo lo ringrazio. L'hanno scorso mister De Pieri ha fatto una cosa straordinaria con il Fontanelle, che è stato davanti per quasi tutto il campionato ed era una squadra neo promossa. Il mio rapporto con il mister è molto buono dato che sa come prenderci e aiutarci per migliorare, non serve giudicarlo, tutti sappiamo quello che ha fatto nella sua carriera di allenatore a Fontanelle, Mansuè, Fontanafredda...

DOMANDA: Il suo attuale club sta incominciando a muoversi quasi alla velocità di una vittoria a partita, esattamente l'opposto di quanto invece sta facendo un'altra realtà che lei conosce bene cioè il Treviso. Ovvero una società che, pur avendo reclutato atleti promettenti muniti di interessante talento, per ora si ritrova in mano solo 2 punti. Al di là della penalizzazione, da ex, qual è la spiegazione che ha provato a darsi davanti a un simile ennesimo momentaneo fallimento?

RISPOSTA: Diciamo che giocare a Treviso non è facile, per la piazza, tifosi che pensano ancora a quando erano in serie A. Sono partiti male in campionato però in coppa hanno eliminato il Portomansuè guadagnandosi i quarti di finale, adesso hanno cambiato pure l'allenatore, secondo me si riprenderanno velocemente dato che hanno degli ottimi giocatori.

DOMANDA: Terminiamo la nostra chiacchierata proiettandoci subito all'imminente appuntamento di campionato. Domenica verrà a farci visita il Fossalta Piave, matricola che ha ben figurato nella passata stagione, ma che ora è in debito di punti e per questo ha bisogno di vincere. Così come noi avremmo bisogno di tornare alla vittoria anche davanti al nostro pubblico. Che partita si aspetta? Firmerebbe per decidere questo incontro con una sua zampata o sarebbe felice anche se, come nel precedente turno, nel tabellino dovesse lasciare il segno qualche altro suo compagno?

RISPOSTA: Il Fossalta Piave è una squadra che non ha niente da perdere, hanno dei buoni giocatori soprattutto davanti, ma noi sappiamo quello che dobbiamo fare, poi giochiamo pure in casa quindi è un motivo in più per portare a casa i 3 punti... ripeto che per me non è importante chi segna, può fare gol pure il portiere... basta vincere la partita.

Luca Antonello


Fonte: OPITERGINA ALÈ
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