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VENTIRIGHE: AMICHEVOLE - OPITERGINA-UNION PRO

12-08-2014 16:17 - Prima squadra

Né infamia né lode. In occasione della "prima assoluta" dell´OPITERGINA targata STEFANO DELLA BELLA, la corazzata Union Pro, neo promossa in serie D, indossa i panni di Minosse, il mostruoso giudice dell´Inferno dantesco, e "rimanda" le nuove anime biancorosse al Limbo del lavoro e dell´attesa. Sono passati due mesi da quel rocambolesco 4 Maggio, un intervallo di tempo apparentemente breve che, però, nel mondo calcistico, può assumere la stessa distanza siderale di un anno, soprattutto se, all´imprevista tempesta del cambio al timone, si aggiunge l´effimera incertezza dello stravolgimento dovuto al calciomercato, il tutto condito dalla ciclopica presenza di un primo avversario difficile. Nonostante la nebbia di così tante e angoscianti premesse, la squadra ha saputo trasmettere la sicurezza di una difesa ordinata e di un palleggio lento e calcolato che, attraverso la fitta rete di passaggi supportata da un alternato e aggressivo pressing, aveva il compito di controllare il centrocampo per impadronirsi dei tempi e delle fonti di gioco. Un approccio tecnico-tattico difensivo e d´impostazione, talmente positivo che, per tutto l´arco della prima mezz´ora, ha avuto il merito di limitare e mettere in difficoltà l´avversario senza concedere troppe occasioni e che, peraltro, ha lasciato pure già intravedere la "mano" dell´ex allenatore del Vittorio Veneto anche per quanto riguarda l´ambito di un´interpretazione offensiva che è stata portata avanti attraverso rapidi ribaltamenti di fronte condotti prevalentemente per vie centrali, una strategia che ha visto come figura chiave la qualità e velocità della nuova punta Morbioli, il quale, con i suoi continui movimenti a rientrare e ricevere, si è trasformato in una vera e propria "rampa di lancio" da sfruttare per creare gli spazi giusti per gli inserimenti. Un incipit dunque promettente che però è stato macchiato da due tiri da fuori, due fulminei blitz che hanno chiuso anzitempo la sfida e portato incertezza, contribuendo a cambiare inevitabilmente gli equilibri, perché a quel punto, gli ospiti hanno preso il comando, facendo valere il fisico e la tecnica, ricordando ai ragazzi che nel calcio, a volte, esistono anche gli episodi. E condannando così i nuovi Leoni al neutrale verdetto, nonostante l´apparente brutale risultato. Né infamia, né lode. Le idee stanno nascendo veloci, la volontà già c´è, tuttavia, comprensibilmente, manca ancora quella conoscenza di movimenti reciproca tra compagni che permette di ottenere la continuità necessaria per arrivare agli automatismi che fanno girare il gioco e la maggior personalità derivata da tale sicurezza. E allora, come direbbero gli antichi Romani, non rimane che patire, controllare l´emotività, perseverare nell´obiettivo; non rimane che impossessarsi dell´arma dei forti, quella virtù che prima fa aspettare e soffrire e poi rende saggi e grandi. A volte quasi invincibili. Non rimane che osservare quello stato d´animo che, a volte, è necessario avere anche nel calcio perché è quello che, prima o poi, ti fa uscire dal Limbo e può portarti in Paradiso. Non rimane che adottare quella parolina che spesso si confonde con il generoso sentimento chiamato fiducia ma che in italiano acquista un significato tutto suo. Pazienza.
(Luca Antonello)


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