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VENTIRIGHE: TROFEO REGIONE VENETO - SOCIETÀ DI PROMOZIONE - TREVISO-OPITERGINA

27-04-2018 20:00 - Ventirighe

Continuare a crederci anche dopo una sconfitta è la miglior vittoria.

Costretta alla resa dal decisivo peso di tre reti scagliategli addosso con letale prontezza dal Treviso l´Opitergina, pur mancando di far sua la finale del Trofeo Veneto di Promozione, non perde il sorriso preparandosi già ora a tenere in vita le speranze di poter salire in Eccellenza. In tal senso si può dire che sia proprio questa, per certi versi quasi commovente, capacità di sapersi riprendere abbastanza velocemente a costituire il merito più grande di una squadra che per tutta la durata della sfida di "cartello" ha dimostrato di non mollare mai. Neanche quando la partita era ormai chiaramente incanalata in favore dei "cugini" biancocelesti.

Certo la location dove si è girata questa sconfitta, aveva come sfondo non il fascino delle montagne bellunesi bensì l´incanto di quelle di Vittorio Veneto. Inoltre i protagonisti in campo erano completamente diversi. Eppure sul piano dell´atteggiamento il nostro club, come negli spareggi-salvezza disputati in serie D nella stagione 2010/2011, o durante i playoff della stagione 2015/2016 è stato in grado di donare la stessa passione a sua disposizione. Una prova di autentica generosità la quale ha permesso sì di tener a lungo testa al più quotato avversario, ma ancor più di premiare pure (almeno in parte) quella splendida cornice presente sugli spalti fatta di bambini festanti e tifosi che intrepidi sventolavano bandiere biancorosse, donando loro l´opportunità di sognare un finale diverso.

Dopo aver scavalcato agilmente il girone di qualificazione ed essersi lasciati alle spalle prima il Caorle La Salute agli ottavi, poi il Campigo ai quarti ed infine il Povegliano Veronese in semifinale, i ragazzi infatti non si sono preoccupati di sferrare subito un attacco frontale al Treviso. Lo hanno fatto sfoderando prima di tutto coraggio. Coraggio nello smistare rapidamente per sfruttare l´imprevedibilità data dalla velocità combinata al grande movimento collettivo. Incursioni proposte da Lucchetta e Gilde le quali, favorendo i rientri di Santagata e Dal Compare, sono state capaci di dar vita a un continuo scambio di posizioni che, attraverso l´inserimento, con e senza palla, è riuscito a portare centralmente una certa apprensione. Inoltre lo stesso coraggio è servito poi ai "leoni" per scorrere, sempre con Dal Compare (ma anche con Cappellotto, Zilli e Sordi) sulle fasce al fine di far entrare in area più compagni possibili. Allo stesso tempo però il gruppo è stato bravo anche a tener d´occhio la retroguardia mettendo in evidenza molta attenzione nel coprire la maggior parte degli spazi grazie agli impeccabili anticipi di Caldato e Cittadini e, soprattutto, ai rientri di un Busato formato Khedira in fase di copertura. Doppio equilibrato atteggiamento che se da una parte, pur tramite l´ulteriore protezione e regia di un subentrato (e motivato) Campagnolo non è davvero riuscito a fornire la forza per modificare il punteggio, dall´altra fa comunque ben sperare. D´accordo, i ragazzi, per colpa in parte di un pizzico di sfortuna accusata sul primo gol e alcuni errori commessi sul secondo, in parte a causa dell´assenza in avanti di talentuose alternative che sapessero creare superiorità come De Souza e in parte per via di un calo fisico determinato dall´afa, hanno mancato di mettere la "firma" sul derby veneto. Tuttavia la squadra, come detto, ha avuto almeno il pregio di lottare fino in fondo. Ora, persa la scorciatoia, ai nostri non rimane che intraprendere la via più lunga. Un sentiero chiamato playoff impegnativo, certo, ma che può ancora essere superato. Per portare a termine questa nuova missione, il gruppo avrà bisogno di assumere di nuovo la fermezza mostrata a Vittorio. Magari provando a convertire la delusione in sana rabbia. Ciò, in modo da poter non solo far leva sul feroce desiderio di rivalsa riversando in campo determinazione, concentrazione, personalità e spirito di squadra, ma anche rafforzare ancora la fiducia e sperare così di ottenere un "trionfo di consolazione" che vale più di 18 medaglie d´argento messe insieme.

Perché d´altronde si sa: continuare a crederci anche dopo una sconfitta è la miglior vittoria.

Forza Opitergina!


Fonte: USD OPITERGINA
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