19 Dicembre 2018
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VENTIRIGHE: CAMPIONATO REGIONALE DI PROMOZIONE - OPITERGINA-JULIA SAGITTARIA

06-11-2018 20:00 - Ventirighe

Alla ricerca dell'Opitergina perduta.

Non è il titolo di un'emozionante romanzo d'avventura o di un incantevole favola, bensì l'incipit di un'analisi dedicata a quello che appare forse il capitolo sportivo più triste in cui sembra essersi fermato in questo campionato il nostro club.

Una squadra la quale, all'alba della nuova domenica trascorsa, aveva dato l'impressione di poter finalmente spezzare l'incantesimo calato sopra la sua casa regalando i primi tre punti interni. Si tratta di un’impressione che si era fatta concreta speranza osservando la modalità di gioco attivata dal collettivo.

I ragazzi in questo senso pur rimasti orfani di uno dei loro principali punti di riferimento offensivi, ovvero Grotto, erano di nuovo partiti subito bene affidandosi per prima cosa a un'impostazione arretrata costituita da un ragionato palleggio. Paziente e attento giro palla il quale evolvendosi poi a centrocampo in un possesso alimentato dai pronti recuperi effettuati per mezzo di decise marcature e generosi rientri, grazie a un continuo fraseggio condotto sotto la supervisione del regista Benetton e a un'insistita spinta sulle fasce, stava allentando le linee difensive della Julia Sagittaria. Scatto, favorito alla base dalla motivazione tradotta in grande concentrazione e discreta reattività che, dando ai nostri la forza di superare l'iniziale svantaggio, si era rivelato confortante.

Peccato che in seguito tale fiducia sia durata poco.

Cioè la manciata di tempo impiegata dai veneziani per allungare di nuovo il passo nel punteggio e imprimere una definitiva svolta al match. Sì perché da qui in avanti la sfida dei biancorossi si è trasformata in un'autentica via crucis impregnata quasi solo di dolore.

Caricati dall'ulteriore fiducia ottenuta grazie al sorpasso, i nerazzurri infatti hanno alzato ancor di più il ritmo trovando da una parte il modo di stoppare i tentativi avanzati dal gruppo continuando a mantenersi compatti nelle retrovie. E dall'altra indovinando sempre i tempi giusti per sferrare i propri attacchi. Affondi proposti sui binari esterni, in particolar modo soprattutto su quello destro, i quali hanno permesso ai "centauri" di mettere a segno altre due "frecciate" e mettere la parola fine alla contesa.

D'accordo, in realtà poi è arrivata pure la piacevole precisazione del secondo gol nel tabellino. Nonostante ciò, la personale gioia meritatamente raggiunta da un Dema dimostratosi fin dall'inizio tra i più propositivi, purtroppo stavolta non può bastare ancora a rendere più felici le considerazioni finali.

È vero, come detto la squadra ha dalla sua l'alibi di non aver potuto disporre di una punta che potesse garantire sponde e far salire i compagni. Inoltre lo stesso gruppo sembrava essere partito con il piede giusto. Il problema è che i "leoni", dopo aver subito la risposta degli avversari, sono ancora una volta caduti nella rassegnazione e, allo stesso tempo, nell'ansia. Un doppio scompenso psicologico il quale ha prodotto il negativo effetto di rallentare la generale velocità di esecuzione e favorire quelle distrazioni che a loro volta hanno dato vita a troppi spazi concessi in difesa durante la prima frazione. In più il desiderio di voler sistemare troppo tardi una partita già sfuggita di mano hanno infine generato nel corso della ripresa quell'ormai abituale frenesia che ha portato i nostri a effettuare passaggi imprecisi e a essere (Dema a parte) poco concreti sotto porta.

Sia chiaro, non tutto è ancora compromesso.

L'importante però è che ora la squadra si sforzi di tornare a sfoderare al più presto quel coraggio e quella convinzione utili a mantenere la necessaria continuità quando le sfide sono ancora aperte. Magari conservando pure quella giusta dose di umiltà importante per non sottovalutare il rivale di turno e ridurre così al minimo gli errori. Inoltre è altrettanto importante che gli stessi ragazzi, quando ci sarà da dover ancora recuperare, si dimostrino pronti a reagire facendo sentire tutta la loro rabbia e facendo valere concretamente tutto il loro orgoglio.

Ciò per poter voltare pagina, scrivere una storia decisamente migliore e alla fine riportare così alla luce l'Opitergina perduta.


Fonte: USD OPITERGINA
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