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OPITERGINA ALÈ INTERVISTA IL RESPONSABILE DEL SETTORE GIOVANILE MICHELE FALSARELLA

28-01-2018 08:00 - Società

DOMANDA: È Consigliere dell´Opitergina da tre stagioni e da due è Responsabile del settore giovanile, imprenditore. Originario di Cimadolmo, Michele Falsarella, cosa rappresenta per lei l´Opitergina? Come si è avvicinato alla società?

RISPOSTA: Faccio un preambolo. Il calcio per me rappresenta una grande passione. Ai miei occhi l´Opitergina rappresentava e rappresenta un simbolo del nostro territorio. Una società con una grande storia e un grande fascino. L´ho scelta, perché amo Oderzo, ci abito e mi dispiaceva vedere il settore giovanile così in difficoltà. Non ho mai giocato con la casacca bianco rossa, ma spesso ho incontrato nei campi i Leoni. Erano lotte importanti. È capitata l´occasione di entrare a far parte del Consiglio nel 2015. Ho seguito la richiesta dell´attuale Assessore allo Sport di Oderzo, allora Consigliere, Enrico Patres, e non ho avuto dubbi nell´accettare.

DOMANDA: Quali sono le linee guida e gli obbiettivi del suo incarico da Responsabile del settore giovanile?

RISPOSTA: Solo cose semplici. Primo: far riacquistare l´orgoglio di far parte di questa società. Secondo: innalzare il livello di organizzazione. Terzo: instaurare rapporti proficui con le società limitrofe. Quarto: far crescere umanamente i ragazzi, perché l´esperienza in Opitergina rimanga nella loro mente come una esperienza importante e formativa. Quinto: preparare il maggior numero di ragazzi per la nostra prima squadra. Giocare all´Opitergium deve rappresentare per ognuno un obiettivo fondamentale.

DOMANDA: Come è strutturato il settore giovanile dell´Opitergina nella fascia di sua competenza?

RISPOSTA: Il settore giovanile si avvale, oltre che del sottoscritto, di figure fondamentali per il suo funzionamento. Al vertice sta il Consiglio Direttivo, che destina il budget per l´annata e indica le linee guida. Ennio Pupulin e Ivan Gregori garantiscono la giusta esperienza nel portare avanti sia il lato organizzativo che il lato tecnico. Emanuel Giacomazzi è il responsabile dello scouting. Ci avvaliamo di una segreteria ben strutturata, con figure fondamentali come Luigi Buosi e Laura Canzian, che seguono tesseramenti e problematiche varie. Da quest´anno inoltre è stata inserita una nuova fisioterapista, Ilenia Benedet, che segue in particolare il settore giovanile.

DOMANDA: Analizzando categoria per categoria, dai Piccoli Amici agli Allievi, quali obiettivi tecnico-tattici richiede ai suoi allenatori?

RISPOSTA: Quello che chiedo prima di tutto è di far imparare i fondamentali del calcio. Sono contrario ad una fisicità estrema. Inutile avere un grande fisico se poi non si riesce a dialogare con lo strumento principale del gioco del calcio: il pallone. È quindi importante che questo percorso inizi soprattutto con i piccoli. Istruirli dal lato tecnico permetterà poi di avere maggior facilità, una volta cresciuti, nell´apprendimento di tattica e ruoli in campo. Il mio sogno sarebbe far giocare (a partire dai Giovanissimi) tutte le squadre con un unico sistema di gioco. Questo per garantire un più facile inserimento nelle categorie superiori e poi in prima squadra.

DOMANDA: Il settore giovanile, per una società di calcio, oltre a svolgere una importantissima funzione sociale, serve anche a formare calciatori, possibilmente, anche per la prima squadra. A che punto siamo? C´è qualcuno che, secondo lei, nelle prossime due stagioni, potrebbe fare il grande salto?

RISPOSTA: Siamo ad un punto di partenza. Abbiamo individuato alcuni ragazzi nelle varie squadre che per caratteristiche personali e attaccamento alla maglia potrebbero far parte in futuro della nostra prima squadra. Negli attuali Allievi, due/tre ragazzi potrebbero far parte dei Leoni Biancorossi già dal prossimo anno.

DOMANDA: Durante il suo mandato, l´Opitergina è passata dall´affiliazione con il Milan alla collaborazione con la Liventina. Questi due fatti sono legati l´uno a l´altro o sono indipendenti? Cosa dà la Liventina più del Milan?

RISPOSTA: Il rapporto con il Milan si è interrotto nel 2017 con la normale scadenza della collaborazione. La valutazione che è stata fatta era di ordine pratico. O legarsi altri quattro anni ad una realtà così prestigiosa, ma anche fin troppo per l´attuale livello del settore giovanile o scegliere una realtà importante del territorio. La scelta è caduta sulla Liventina, che da decenni lavora in modo proficuo nel comparto giovanile. Abbiamo stretto un accordo, e già da quest´anno alcuni ragazzi giocano da noi con ottimi risultati. È un inizio. Io credo che porterà a grandi traguardi.

DOMANDA: C´è qualche iniziativa di cui è particolarmente fiero? Ci sono altre novità in arrivo?

RISPOSTA: Si. La creazione dell´Opitergina Lab e la nascita della squadra amatori, l´Opitergina Old Stars. Il primo progetto coinvolge i genitori dei ragazzi. Il gruppo porta avanti iniziative legate al miglioramento degli spazi a nostra disposizione ed è un laboratorio delle idee. Ci incontriamo e pensiamo a come vorremmo fosse il settore giovanile dell´Opitergina da qui in avanti. Molto stimolante. È stato deciso di dedicarlo a Luigi Stradiotto, prematuramente mancato lo scorso agosto e papà del capitano dei 2004, Carlo. La squadra amatori è stata una idea nata in poco tempo. Parlando con la squadra amatori del Camino Turroni ho lanciato l´idea di creare Opitergina Old Stars. Ne fanno parte molti ex giocatori dell´Opitergina. Mi piace l´idea che Opitergina diventi una scelta di vita e di cuore: dai 5 ai 60 anni si potrà vestire la gloriosa maglia della squadra di Oderzo. Ancora due sogni: la squadra femminile e la nascita della seconda squadra dell´Opitergina, che possa raccogliere tutti quei ragazzi che non possono giocare in prima squadra, ma che desiderano ancora correre dietro ad un pallone in modo agonistico.

DOMANDA: Perché un genitore dovrebbe iscrivere il proprio figlio o figlia all´Opitergina?

RISPOSTA: Perché è un ambiente finalmente sereno, dove i ragazzi possono divertirsi. Sicuramente non possiamo promettere che ogni iscritto andrà in una squadra professionistica. Ma possiamo promettere, invece, che faremo di tutto perché l´esperienza in Opitergina possa segnare la maturazione dei ragazzi.

DOMANDA: Un messaggio ai ragazzi e alle famiglie.

RISPOSTA: Soprattutto un ringraziamento sincero a tutti i genitori. Il lavoro che faccio assieme ai miei collaboratori non è facile. Abbiamo 250 ragazzi, ognuno con le sue problematiche di scuola, personali e di crescita. L´appoggio dei genitori è fondamentale. Talvolta volta sbagliamo con qualche bambino, ma sottolineo che lavorare con le persone è il lavoro più difficile del mondo. Ai miei leoncini dico solo di divertirsi, di amare questa maglia e di rispettare allenatori, compagni ed avversari. Infine un ringraziamento particolare al Consiglio, che mi lascia lavorare in tranquillità e mi appoggia nelle mie scelte. Grazie al Presidente Enrico Montenero per la fiducia nei miei confronti.


Fonte: OPITERGINA ALÈ
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