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VENTIRIGHE: RIFLESSIONI DI METÀ STAGIONE

02-01-2016 20:00 - Ventirighe

"C´è qualcosa dentro di te che nessuno ti può toccare, né togliere, se tu non vuoi. Si chiama speranza!" Subito trascinata nella cruenta mischia creata dal nuovo ruvido girone di Promozione, per alcuni tratti sorretta dalle esaltanti ali offerte dalle provvidenziali vittorie, ed infine segnata dal peso delle battaglie, l´OPITERGINA, accompagnata dalla fiducia incassata dalle ultime prestazioni, si acquatta sotto le coperte del riposo natalizio, in attesa di riprendere la scalata alla graduata colonna chiamata classifica. Un lungo Risiko, il quale, pur essendo, proprio attraverso l´intensa fatica costituita dai numerosi trabocchetti presenti in ognuna delle proprie 15 caselle, riuscito a far crescere tecnicamente il Leone, non ha ancora in realtà, paradossalmente, (al di là dell´apparente posizione in campionato) mostrato il reale valore dei giocatori biancorossi. Traditi freddamente già al primissimo passo, dagli spietati affondi di un PortoMansuè caricato dall´ex, Zorzetto, i ragazzi sono, tuttavia riusciti a scrollarsi di dosso la potenziale letale minaccia portata dal debuttante choc, andando ad espugnare nientemeno che l´apparente proibitiva tana del Portogruaro, prima di raccogliere l´inaugurale trionfo casalingo con il Quinto. Prezioso successo questo, che, grazie al suo stesso tondo risultato, sembrava essere implicitamente riuscito a generare la tanto attesa scossa decisiva, perché la squadra, inizialmente guidata dalla promettente ascesa della giovanile coppia, Miolli-Vriz, e poi, ulteriormente supportata dai più esperti scatti offerti dal tandem Pietropoli-Poles, sotto il sicuro controllo del "Mago" Moscon, ha lentamente, ma inesorabilmente, incominciato a perfezionare i propri movimenti collettivi. Una progressiva evoluzione, favorita, sia da un maggiore ordine proposto in fase difensiva, che, dall´esponenziale aumento del pressing unito all´efficacia dei sistematici contropiedi, prodotti, la quale, pur avendo avuto, da una parte, il prestigioso merito di far volare le Furie fino ai quarti di Coppa Veneto, dall´altra, non è ancora (purtroppo) riuscita, in campionato, a far completamente girare la ruota della stagione, a causa dei frequenti appuntamenti mancati sotto porta. Triste involontario vizietto, sadicamente incitato, negli episodi, con tragica puntualità, pure da una Dea Bendata avversa, che, sebbene sia stato, fin qui, accompagnato dalla fastidiosa scia di punti "dimenticati" per strada, tuttavia, almeno per ora, non minaccia di portare seri pericoli, anzi. Il cammino è ancora lungo e i ragazzi, sostenuti dalle nuove energie messe a disposizione dai rinforzi ottenuti, rassicurati dal sistema di gioco complessivo ormai automatizzato, e, ulteriormente ricaricati, oltre che dal radioso sorriso di un Renato Cardin premiato in occasione della tradizionale cena di Natale felicemente organizzata dalla società, anche dalla rigenerante quiete delle vacanze, alla ripresa avranno tutto il tempo di modificare, ancora meglio, il corso della storia sportiva, utilizzando quell´intoccabile penna, chiamata speranza, presente nel cuore di ciascuno, così da sempre, capace di rendere l´impossibile, possibile. Perché, come diceva anche il poeta Jozef Bulatowicz "la speranza mette radici anche nella roccia"!


Fonte: USD OPITERGINA
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